Young Frankenstein – The Musical

 

Innanzitutto partiamo col dire che Frankenstein Junior è un film perfetto. Storia, attori, regia, tempi, musiche, costumi, gag, tutto sublime. Come migliorare la perfezione? Non si può. Però Mel Brooks è riuscito a creare qualcosa di curioso, un Tangram di musiche e balli che ha reso un prodotto già completo qualcosa di più. Il musical non tocca nulla della sceneggiatura di Gene Wilder ed aggiunge corpo a dei vuoti che vuoti non erano. E’ riuscito a ricreare le atmosfere del film aggiungendo un’aura di emozioni per meglio caratterizzare ogni avvenimento. Canzone dopo canzone si avvertono le ansie, le paure, le aspettative e le dinamiche dei personaggi come mai prima, il tutto sapientemente dosato dalla mano esperta del buon Mel, che è riuscito a mescolare come un alchimista diverse sostanze sensibilissime, col rischio di rovinare tutta l’opera sbagliando anche solo di un pizzico lo spazio da dare al complementare. E’ come vedere la pianta di un progetto, elegante ed equilibrato, a cui nulla aggiungeresti o toglieresti, poi l’ingegnere compie il miracolo: vi viene poggiato sopra un altro progetto su carta trasparente e i due lavori sovrapponendosi formano un unicum ricco e creativo. Si completano a vicenda. Ecco cosa è il musical di Young Frankenstein, qualcosa di cui non si sentiva il bisogno, ma una volta provato non si riesce più a farne a meno. Consiglio a chiunque di recuperare il disco e rivivere questa perla del cinema senza tempo con le fioriture della reinterpretazione Brodwayana. Anche i puristi che non accetteranno mai questa iniziativa faticheranno a criticare totalmente quest’opera.

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